Robertlandy Simón Aties

Robertlandy Simón Aties: fidanzata, famiglia e carriera

Robertlandy Simón Aties, middle-blocker cubano di 39 anni, ha lasciato Cuba da giovane per inseguire la carriera nel volley, lasciando dietro di sé una figlia e separandosi dalla sua famiglia come parte della sua storia personale segnata da sacrifici e determinazione.

Chi è la fidanzata di Robertlandy Simón Aties?

Non è disponibile alcuna informazione pubblica verificata riguardo una fidanzata attuale di Robertlandy Simón Aties. Il pallavolista cubano mantiene la sua vita sentimentale privata, concentrandosi principalmente sulla carriera professionistica con Powervolley Milano e i club precedenti. I dettagli personali non sono stati condivisi pubblicamente nei canali ufficiali della Lega Volley italiana.

La famiglia e i sacrifici personali di Robertlandy

Robertlandy ha quattro fratelli, uno biologico, e la madre ha avuto un'influenza determinante nella sua vita, insegnandogli il valore del supporto familiare nelle crisi. Ha lasciato Cuba a giovane età, abbandonando i propri cari e una figlia, piangendo all'aeroporto durante la partenza. Prima di unirsi a Piacenza, ha trascorso un anno in strada vendendo riso e zucchero per sopravvivere, allenadosi con esercizi improvvisati senza accesso a strutture sportive.

Come Robertlandy è arrivato al volley

Inizialmente Robertlandy voleva giocare a basket, ma gli fu detto che non c'era posto per lui; a undici anni sua madre gli propose il volley come alternativa e lui accettò di provare. Quella scelta definitiva ha trasformato la sua vita, portandolo da Cuba a diventare un middle-blocker professionista che gioca in Europa. La sua carriera è costruita su resilienza e dedizione nata da una decisione familiare cruciale.

La lotta per la sopravvivenza: da Cuba al professionismo

Prima di diventare uno dei middle-blocker più rispettati del volley internazionale, Robertlandy Simón Aties ha affrontato anni di estrema difficoltà economica e personale. Dopo aver lasciato Cuba da giovane, lasciando dietro di sé una figlia piccola e i suoi cari, ha trascorso un anno in condizioni molto difficili, vendendo riso e zucchero per sopravvivere e allenandosi senza accesso a una palestra, utilizzando esercizi come flessioni e giocando a calcio in un'arena d'erba. Questa esperienza di sacrificio ha forgiato la determinazione che lo ha portato a raggiungere il professionismo internazionale nel volley, dimostrando che la resilienza personale è stata decisiva nella sua ascesa sportiva.

Controversie contrattuali e vertenze legali

Nel corso della sua carriera, Robertlandy ha affrontato anche difficoltà dal punto di vista contrattuale e legale. In particolare, durante il suo periodo presso SADA Cruzeiro, è sorto un contenzioso riguardante il mancato pagamento delle competenze dovute. Secondo la documentazione del Tribunale FIVB, Robertlandy era creditore di una somma significativa per i compensi non versati relativi alle stagioni 2016/2017 e 2017/2018, quando il suo stipendio concordato era di BRL 1.600.000,00 netto per stagione. Questa controversia riflette le complesse dinamiche economiche del volley professionistico internazionale e le sfide che i giocatori affrontano nel tutelare i propri diritti contrattuali.

La rete familiare come pilastro di stabilità

Nonostante le difficoltà incontrate, la famiglia di Robertlandy ha rappresentato un elemento fondamentale nel suo percorso personale e sportivo. Ha quattro fratelli, uno dei quali biologico, e sua madre ha esercitato un'influenza significativa nella sua vita, insegnandogli che la famiglia è il supporto indispensabile nei momenti di crisi. Secondo fonti documentate, è stata proprio sua madre a proporgli il volley all'età di undici anni, quando inizialmente desiderava giocare a basket ma gli era stato detto che non c'era spazio per lui. Questo gesto rappresenta il punto di svolta che ha avviato tutta la sua straordinaria carriera atletica nel pallavolo internazionale.

In sintesi